I
35.000 ebrei, 25.000 dei quali appartengono a varie comunità ebraiche,
sono del tutto integrati nella popolazione italiana (totale della popolazione:
56,3 milioni). A partire dalla Seconda Guerra mondiale il pregiudizio antisemita
ha raramente assunto delle forme aggressive in Italia: gli attacchi violenti
sono stati rari. Tuttavia, con l’incremento del numero dei gruppi di
estrema destra dagli inizi degli anni ’90 in poi, il quadro si è alterato.
Sebbene le manifestazioni tipiche dell’antisemitismo siano difficilmente
violente nella società italiana, il collegamento con lo scenario internazionale
di estrema destra, che utilizza l’antisemitismo per creare simili collegamenti,
ha altresì condotto ad una forte propensione antisemita nello spettro
italiano dell’estrema destra. Nel 1995 gli incidenti antisemiti da
30 all’anno arrivarono a 50; a partire dalla metà del 2000 (aumento
del 30-40%) al periodo marzo-aprile 2002 si è registrato un considerevole
picco del 100%.254
Di primo acchito questo è dovuto
al conflitto in Medio Oriente, tuttavia a parte questo fattore, nella popolazione è riscontrabile
un alto livello di opinioni e di atteggiamenti xenofobi, che sono a loro volta
supportati da osservazioni razziste presenti nel dibattito pubblico (politici
e carta stampata).255 Ne sono colpiti prima
di tutti i lavoratori immigrati socialmente emarginati, che assommano a circa
700mila unità (510mila immigranti essenzialmente
provenienti dal Marocco, dalla Tunisia e dall’Albania. Negli anni ’90,
in Italia riscossero un certo successo non soltanto la cultura ebraica in sé,
ma anche la storia di Israele, la sua letteratura e il cinema, uno sviluppo sorprendente
per coloro che avevano avuto l’esperienza dei difficili anni ’70
e ’80 nei quali era ancora forte il risentimento anti-israeliano, particolarmente
a sinistra. La crisi che ebbe inizio agli esordi del 2001 ha innescato un imprevedibile
e imprevisto processo che in altri paesi, specialmente in Francia, è già evidente.
In Italia la seconda Intifada ha messo in moto un meccanismo inatteso, nel quale
i tradizionali pregiudizi antiebraici si mescolano a stereotipi di matrice politica.
E’ importante tenere presente che il cosiddetto “antisemitismo spirituale
(o psicologico)” ha avuto un maggiore impatto sul fenomeno complessivo
della storia culturale italiana nel corso del XX° secolo (vedi Julius Evola).256
A differenza di quanto accaduto in Francia
e in Belgio, in Italia le aggressioni antisemite si sono per ora limitate all’insulto
verbale, ai graffiti e così via. Ma a partire dalla seconda Intifada, gli
incidenti hanno iniziato ad includere anche minacce di morte contro ebrei, e
a contenere sia gli stereotipi antisemiti che quelli anti-israeliani, spesso
utilizzati come sinonimo nello stesso contesto. Gli aggressori sono cittadini
italiani e, finora, quasi nessuno appartiene all’ambiente degli immigrati
musulmani, come accaduto invece in Belgio, in Francia e nei Paesi Bassi. A differenza
di altri paesi in Italia vi è piuttosto un revival di topoi anti-giudaici
associati agli tradizionali stereotipi antisemiti e antisionisti radicati nella
sinistra. Ciò è stato particolarmente palese durante gli eventi che
hanno avuto luogo nella Chiesa della Natività di Betlemme. Il peggiorare
del conflitto arabo-israeliano e in particolare la questione di Betlemme257 e della
Chiesa della Natività in alcuni contesti hanno portato ancora una volta
ad assumere delle posizioni ambigue e si è assistito all’uso di un
linguaggio potenzialmente molto pericoloso.
1. Atti fisici di violenza
Ci sono stati pochi attacchi all’inizio dell’anno. A gennaio, per esempio, un avvocato ebreo è stato aggredito nel suo studio da due teppisti che lo hanno colpito alla testa e alle spalle con una mazza. Pare che responsabili di questa aggressione siano estremisti di destra.258 Un certo numero di incidenti si è registrato ad aprile, ma nei mesi successivi si è avuto un calo. Gli incidenti riportati hanno coinciso con il riacutizzarsi della tensione internazionale, che ha pertanto creato dei prevedibili picchi. I commentatori italiani ritengono che l’incremento dell’intensità degli episodi di antisemitismo sia il risultato della politica del governo di Israele nei confronti degli arabi a partire dallo scoppio dell’Intifada.259
Vi sono tuttavia alcune eccezioni, che possono essere messe in relazione a specifiche situazioni italiane. Sussiste sempre la sensazione che la mancanza di attenzione pubblica o l’oscillare dell’interesse dell’opinione pubblica in relazione a tali incidenti sia il risultato della situazione politica della nazione, delle sue crisi interne e delle forti divergenze politiche tra governo e partiti di opposizione, un fatto che esercita un grave impatto su diversi ambiti della vita pubblica. Dimostrazioni, marce e altre azioni politiche si sono registrate alla fine di marzo, ma senza alcun dubbio l’acme è stato raggiunto nel periodo che ha avuto inizio con l’occupazione israeliana di Betlemme, con lo stallo alla Chiesa della Natività (2 aprile) e con l’attacco contro il campo profughi di Jenin (10 aprile). Alla fine di aprile la tensione, così come l’attenzione prestata dai media, era nuovamente calata, lasciando dietro di sé poche conseguenze e qualche flebile polemica.
4 aprile: distruzione del lavoro di ricerca e degli archivi sull’Olocausto e sulla Resistenza creati dagli studenti del Liceo Galileo Ferraris di Varese, dove sono andati distrutti i pannelli per le affissioni e i muri della scuola sono stati riempiti di graffiti di vernice rossa, riportanti scritte quali “Ebrei al rogo”.
260 Varese si trova in una delle roccaforti italiane dei gruppi di estrema destra, particolarmente gli skinheads di estrema destra.261 [Durante le perquisizioni vengono sequestrate armi e una mappa di Venezia coi confini del ghetto marcati a penna].2 giugno: alcuni giornali riportano l’arresto di due estremisti di destra che avrebbero complottato un attacco nel ghetto di Venezia.262 Inoltre sono trovate delle armi di grosso calibro e una cartina con ben evidenziati i confini del ghetto di Venezia.
2. Aggressioni verbali/linguaggio ostile
Politica263
Il 2 aprile alcuni ebrei
di Roma inscenano una protesta di fronte al quartiere generale del partito
politico Rifondazione Comunista. Sebbene pacifica, la protesta tuttavia
ha causato qualche problema tra i passanti: alcune auto di passaggio
hanno reagito all’imbottigliamento
del traffico in Corso Italia gridando degli slogan antisemiti ai manifestanti.
Durante un evento organizzato al Social Forum di Bologna a sostegno dei palestinesi,
le parole ricorrenti nei confronti di Israele sono state “genocidio,” “deportazione,” “sionisti
fanatici e razzisti”. Tali ingiurie sono state accompagnate dalla proposta
di boicottare su vasta scala i prodotti di Israele, che “potrebbero
essere associati al genocidio.”
Il periodo in questione è stato contrassegnato da una lunga e accesa disputa tra i sindacati e il governo su una proposta di revisione di un decreto che intendeva cancellare l’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. La crisi è sfociata in uno sciopero generale (16 aprile) che si è sovrapposto esattamente alla settimana in cui la crisi mediorientale ha raggiungo il suo acme. Durante lo sciopero e le relative dimostrazioni di piazza, nelle celebrazioni del Giorno della Liberazione (25 aprile), l’empatia generata dai sentimenti filopalestinesi ha avuto il sopravvento sulle questioni sindacali o sulle affiliazioni storiche che avevano radunato migliaia di persone per protestare nelle piazze, in alcuni casi – anche se non in tutti - trasformando quegli eventi in forme di esplicita propaganda anti-israeliana.
4 aprile: Rifondazione Comunista ha inaugurato il suo congresso nazionale. Alcuni osservatori sono colpiti dall’apertura della conferenza: un video mostra immagini di un bambino palestinese invano protetto dal padre nel corso di una sparatoria (fermi immagine di quel video sono stati collocati su tutta una serie di siti Web internazionali di estrema destra, lasciando intuire che il bambino è stato ucciso dai soldati israeliani), proiettato insieme ad una scena del film Roma città aperta. La scena del film mostra un soldato nazista che spara all’attrice Anna Magnani con la mitragliatrice. Il segretario generale del partito, preoccupato per le reazioni alla politica palesemente filopalestinese del partito, ha chiuso il congresso tre giorni dopo dichiarando che il partito supporta tutte le minoranze, ed ha proclamato: “Noi siamo ebrei.” Durante il congresso si sono notati degli oggetti esplicitamente riconducibili alla Palestina: la bandiera palestinese, un libro del rappresentante dell’Autorità Nazionale Palestinese in Italia, “Diario segreto” (con prefazione di un ex presidente della Repubblica italiana), così come altri testi, opere di leader palestinesi, e la kefiah, il tradizionale copricapo arabo. Durante lo sciopero generale del 16 aprile a Torino molti dimostranti hanno indossato la kefiah. La kefiah è altresì presente nei movimenti politici europei e italiani di estrema destra. Alcuni partecipanti alle dimostrazioni filopalestinesi hanno apertamente mostrato il loro atteggiamento radicale: si sono vestiti da attentatori suicidi, con tanto di bardature.
6 aprile: un’imponente folla di manifestanti no-global ha marciato per le strade di Roma e i giovani erano vestiti da kamikaze e urlavano slogan contro Israele. La leadership del partito politico dei Democratici di Sinistra e della Margherita si è dissociata dalle proteste, che erano state promosse da tutti i sindacati e dai partiti di opposizione: per la prima volta i partiti politici della sinistra si sono divisi su questioni inerenti il Medio Oriente. Un buon numero di striscioni indirizzati ad Israele e al primo Ministro israeliano Sharon riportava i seguenti slogan: “Stato di Israele = Stato di assassini”; “Sharon boia” (scritto con la “S” delle SS naziste); “Bush, Sharon, Peres” (con le “S” disegnate con la svastica); “Sionisti e fascisti siete terroristi”; “Contro il terrorismo razzista di Usa, Europa e Israele, dalla parte del popolo palestinese,” “Olocausto? No grazie. Palestina Libera.” “Olocausto palestinese. Europa, dove sei?” 264
Dibattito
pubblico
25 aprile: il Centro di Documentazione
Ebraica Contemporanea (CDEC) è stato informato che durante la dimostrazione
di Milano che ha festeggiato l’anniversario della liberazione dell’Italia
dal Nazismo, sono stati esibiti molti cartelloni filopalestinesi, nei
quali per esempio si leggeva. “Assassino, Sharon Nazista, Intifada
fino alla vittoria.” Altri hanno invece assimilato la Stella di
David alla svastica o hanno circondato la stella con filo spinato, sovrapponendovi
un pugno chiuso.265
Graffiti
31 marzo: dei graffiti antisemiti
e una svastica sono stati trovati sulle pareti di una sinagoga di Modena.266
7 aprile: dei
graffiti antisemiti sono stati rinvenuti in molti edifici del ghetto di
Venezia.267
6 maggio: nel passaggio sotterraneo della città di Prato (Italia centrale) sono stati notati dei graffiti a caratteri molto grandi con la scritta “Ebrei assassini”. Quello stesso giorno il Cdec di Milano ha ricevuto una telefonata anonima nella quale qualcuno ha intimato: “Andrete tutti al rogo.”268
22 maggio: degli slogan
antisemiti sono stati scritti sui muri della città di Marrucini in Abruzzo. Inoltre a Milano
sono riapparsi su muri della città (Via Venini) dei messaggi quali “Ebrei
fuori dal nostro quartiere.”
Media
Pare esservi un ritorno del linguaggio
offensivo nei confronti degli ebrei:269 un esempio
di ciò è l’utilizzo dell’aggettivo “perfido” in
relazione al governo israeliano, termine che era solito essere utilizzato nelle
preghiere del Venerdì Santo cattolico e che fu condannato dal Papa Giovanni
XXIII.270 Vi è un rifiorire di dichiarazioni
anti-israeliane alla radio e alla televisione ed anche in alcuni ambienti cattolici,
nei quali si deplora la morte dei palestinesi mentre si sorvola sulle morti degli
israeliani.271 E’ assolutamente
necessario distinguere accuratamente il linguaggio utilizzato dal Papa e questo
che compare nei media e nelle dichiarazioni di alcuni cattolici. Anche in alcuni
degli organi di stampa politicamente moderati vi sono vaghi accenni all’assassinio
di Cristo, prova che a distanza di parecchi decenni, gli stereotipi tornano a
circolare in alcuni ambiti secolari.
3 aprile: la prima pagina del giornale nazionale La Stampa riportava una vignetta di Giorgio Forattini a commento dell’occupazione di Betlemme. In essa Gesù Bambino alla vista di un tank israeliano si chiede “Mi uccideranno una seconda volta?”272 La vignetta innesca un acceso dibattito sui giornali. Molte lettere risentite sono spedite all’editore e numerosi lettori cattolici reclamano. Il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche, Amos Luzzatto, stigmatizza veementemente il ritorno dell’accusa di deicidio, cancellata dal Secondo Concilio Vaticano. Il direttore della Stampa prende le distanze dall’autore della vignetta. Quello stesso giorno qualcuno scrive sui muri della sinagoga di Siena “Israeliani assassini.”
5 aprile: una delle principali autorità dello Stato – il Presidente del Senato – denuncia quello che egli definisce lo “squilibrio dell’opinione pubblica a favore unicamente della causa dei palestinesi, con il rischio di alimentare una campagna di antisemitismo, di cui già vi sono pericolosi e gravi esempi.” Quel medesimo giorno qualcuno scrive sulla facciata della sinagoga di Cuneo “Palestina libera.” 2 maggio: il quotidiano La Nazione di Firenze riporta che alcuni messaggi antisemiti sono stati scritti su una chiesa cattolica, nella cittadina di Gavinana alle porte di Firenze, nei quali si inneggia all’Olocausto e ai venti anni di dominazione fascista in Italia.273
Il capo della Comunità Ebraica di Roma, Leone Paserman, dichiara. “ I mass media italiani hanno dato inizio ad una campagna di disinformazione che alimenta l’odio anti-israeliano e antiebraico.274
Il 12 aprile la famosa
giornalista e scrittrice Oriana Fallaci pubblica la sua condanna dei media,
della Chiesa, della sinistra e del loro antisemitismo sul settimanale Panorama: “Considero
vergognoso (…) che le reti televisive controllate dal governo contribuiscano
al revival dell’antisemitismo deplorando unicamente le morti palestinesi,
sminuendo l’importanza delle morti israeliane, parlando in toni bruschi
e sbrigativi di loro.”275 La condanna
e la fiera accusa della Fallaci furono seguite da discussioni essenzialmente
controverse, in considerazione specialmente del fatto che lei è una
controversa giornalista incline alla sinistra.
Minacce dirette
Anche alcuni illustri giornalisti ebrei
ricevono lettere minatorie, alcuni arrivano nel periodo di osservazione a
ricevere fino a cinquanta messaggi email di questo tenore. Vi sono attacchi
contro studenti ebrei da parte di qualche ragazzino nelle scuole, nei giardinetti
e durante le competizioni sportive, quali ingiurie e l’uso di parole
come “Ebreo,” Sporco ebreo,” “Rabbi” utilizzate
come insulti. Tutto ciò continua insieme all’esibizione di cartelloni
e striscioni negli stadi contenenti slogan antisemiti.276
Minacce indirette
Sebbene
negli ultimi, recenti mesi non siano aumentate, rimangono comunque ad un livello
molto elevato, specialmente in relazione al club calcistico Lazio di Roma.277
Dibattito pubblico
Particolarmente interessante è la comparsa,
nel mese di aprile, di slogan e di commenti in relazione all’attuale
persecuzione del popolo palestinese nei quali il conflitto arabo-israeliano è descritto
con un’inversione dei ruoli vittima/persecutore, con chiaro riferimento
allo sterminio degli ebrei. Il ricorso alla terminologia presa dal vocabolario
nazista, con termini quali deportazione, sterminio, genocidio, è una
pratica costante e talora tali termini sono riportati sui giornali a grandi
caratteri, oppure sono utilizzati in modo sprezzante nei commenti.278
Internet
Il sito Web che può vantare il maggior
numero di partecipanti alle liste di discussione è quello del gruppo
militante di estrema destra di Forza Nuova. Alcuni di questi siti – dell’ala
destra o filo arabi, o filopalestinesi (“Lo straniero senza nome,” “Holy
War,” “Radio Islam,” “Associazione Italia-Iraq”, “Oltre
la verità ufficiale”)279 - fanno
uso dell’intera gamma di stereotipi
antisemiti e hanno immesso sul Web l’intero testo dei “Protocolli
degli Anziani di Sion,” una falsificazione della Russia zarista. Il
sito Web del Fronte Sociale Nazionale riporta un appello filopalestinese
all’Intifada che fa uso del linguaggio tradizionale antisemita, antisionista
e antiamericano, con riferimenti ostili al “Giudaismo talmudico,” alla “cupola
plutocratica globale,”280 e ad una
Stella di David insanguinata.281 Molti
altri siti toccano il tema del cosiddetto omicidio rituale e l’accusa
di spargimento di sangue; in altri invece il punto centrale è l’Olocausto.
Il sito Web “Che fare”, appartenente ai gruppi dell’estrema
sinistra, riporta elementi antisionisti, del fondamentalismo filoarabo e
antiamercani, oltre a ricorrenti stereotipi contro gli ebrei, utilizzati
in passato e attualmente: le lobby ebraiche, il rapporto con la Massoneria,
il complotto internazionale, il potere economico mondiale in mano agli ebrei,
ebrei circoncisi con il marchio del dollaro sono tutti esempi di slogan più e
più volte ripetuti. E’ difficile appurare quante persone visitino
questi siti Web, in quanto le cifre riportate appaiono ingigantite rispetto
alla realtà, e in quanto esse aumentano significativamente in periodi
troppo brevi per essere credibili. Tra il 20 e il 29 luglio, Alfred Olsen,
membro della fratellanza cattolica fondamentalista, che nega l’Olocausto
ed è responsabile del sito Web antisemita “Holy War/Tradizione
Cattolica” ha fornito dei contributi al forum online del giornale La
Stampa in nove diverse occasioni, con teorie che comprendono le tesi anti-giudaiche,
quelle tradizionali antisemite globali, e gli stereotipi antisionisti.282
3. Studi e ricerche
Tra i vari sondaggi effettuati negli
ultimi mesi,283 è interessante fare
riferimento a quello condotto dalla Ispo/ACNielsen CRA tra il 13 aprile e
il 13 maggio, parte del quale è stato
pubblicato dal “Corriere della Sera.”284 Il
sondaggio concerneva il fatto che le rigide posizioni assunte in merito a “chi
ha ragione” e “chi
ha torto” nel conflitto arabo-israeliano non facessero riferimento
alcuno alle circostanze che hanno scatenato il conflitto. Per esempio, meno
della metà della popolazione italiana conosce la storia della fondazione
dello Stato di Israele. Soltanto il 4% ha qualche conoscenza degli eventi
storici che hanno preceduto e che in qualche misura spiegano l’evoluzione
del conflitto. Il livello di conoscenza non cambia significativamente cambiando
il campione politico, in quanto un numero maggiore di entrambi i sostenitori
dell’estrema sinistra e dell’estrema destra risultano meno informati
di coloro che propendono per il centrodestra e il centrosinistra.
Esattamente un mese dopo tale sondaggio, il “Corriere della Sera” ha pubblicato i risultati di un sondaggio d’opinione condotto all’inizio di aprile. Questo secondo sondaggio ha rivelato che il numero delle persone che avevano dichiarato di non avere alcuna idea sulla situazione era diminuito, mentre l’opinione della maggioranza della popolazione che biasimava “entrambe le parti” per il conflitto era rimasta stabile e si era consolidata, sebbene alcune persone del centrosinistra politico (l'11% contro il 6% complessivo) tendevano essenzialmente a stigmatizzare Israele per il conflitto. Inoltre, durante il medesimo periodo è parsa essere cresciuta la “simpatia” per lo Stato ebraico, e ancora una volta questo è da collegarsi all’orientamento politico di coloro che sono stati consultati per il sondaggio.
Tra il 12 e il 14 aprile, un ulteriore sondaggio è stato condotto da Ispo/ACNielsen CRA su un campione di 5000 interviste telefoniche. I dati devono ancora essere completamente processati. Questo sondaggio ha chiesto a chi è stato interrogato se gli ebrei italiani hanno delle caratteristiche comuni che li distinguono dal resto della popolazione: il 54% degli intervistati ancora ritiene che gli ebrei italiani abbiano delle caratteristiche distintive, e il 68% ha citato come prova il rapporto particolare con il denaro, una mentalità e uno stile di vita diversi da quelli degli altri italiani. Inoltre vi è un incremento del numero di persone che ritengono che gli ebrei italiani non siano davvero italiani e che dovrebbero smettere di giocare il ruolo di vittime di una persecuzione che risale a cinquanta anni fa. In particolare, essi hanno elencato: la necessità di parlare meno frequentemente dell’Olocausto; il passaggio dall’essere state vittime in passato all’essere i persecutori odierni del conflitto arabo-israeliano; e infine che il Giorno della Memoria (27 gennaio) non dovrebbe essere dedicato al solo ricordo delle vittime della Shoah, ma anche a tutte le altre vittime delle persecuzioni del XX° secolo.285
Il sondaggio commissionato dalla ADL
tra il 9 e il 29 settembre 2002 e riguardante “I comportamenti europei
verso gli ebrei, Israele e il conflitto israelo-palestinese” (Vedi
Tabella nel Rapporto del Belgio) ha assodato che gli intervistati italiani
si collocano al secondo posto dietro gli spagnoli nella condivisione di alcune
dichiarazioni antisemite. Tallonando la Spagna, (72%) gli italiano hanno
evidenziato di essere i secondi a condividere la dichiarazione secondo cui “gli
ebrei sono più fedeli ad Israele di quanto non siano a questo paese “ (58%),
ed il 42% ritiene che “gli ebrei hanno troppo potere nel mondo degli
affari,” posizione che colloca l’Italia al terzo posto con la
Francia dietro la Spagna e il Belgio.286
4. Good practice per la riduzione dei pregiudizi, della violenza
e delle aggressioni
Nei mesi precedenti il
maggio 2002 pratiche efficaci a combattere l’antisemitismo includevano
numerose iniziative, volte a stimolare una spesso fragile e stentata memoria
storica in tutto il paese, concentrate sul 27 gennaio per ricordare il
Giorno della Memoria, istituito da un decreto legislativo tre anni fa.
I sindacati hanno organizzato dibattiti pubblici e iniziative in molte
regioni e province, dimostrando interesse per un dibattito che negli anni
precedenti non aveva lo aveva destato all’interno del movimento dei
sindacati. A cominciare dall’autunno
del 2002 ha avuto inizio nella regione lombarda un programma di training
che continuerà per tutto il 2003 e che coinvolge le scuole superiori
di Lecco e i delegati sindacali delle imprese attive nell’area. Verranno
trattati temi inerenti l’antisemitismo, la Shoah e la dignità dell’uomo.
Il titolo provvisorio è “Considerate se questo è un uomo”,
che riprende la famosa frase di Primo Levi. Cosa piuttosto innovativa in
Italia, verranno organizzate delle visite ad alcuni luoghi simbolici dell’Europa,
da Praga ad Aushwitz a Mostar, compreso l’ex campo di concentramento
nazista della Risiera di San Sabba di Trieste. Il video “Promesse” con
storie di bambini israeliani e palestinesi in guerra, le loro paure e le
loro speranze al di là degli stereotipi tradizionali ha avuto un forte
impatto sull’opinione pubblica: il video si è rivelato utile per
una comprensione equilibrata della drammatica situazione in Medio Oriente.
Significativamente il video è stato distribuito insieme ad uno dei principali
settimanali italiani, l’Espresso, e questo ha consentito la circolazione
di molte più copie rispetto a quelle che sarebbero state vendute altrimenti.
Un’altra iniziativa volta alla riconciliazione dopo la divisione che si è verificata nei partiti di sinistra a seguito del raduno del 6 aprile (vedi cronologia) è stata il concerto del 19 aprile organizzato al Colosseo dal Sindaco di Roma, durante il quale alcuni cantanti israeliani e palestinesi si sono avvicendati sul palco. La proposta del Partito Radicale di includere lo Stato di Israele nell’Unione Europea non pare aver sollevato l’interesse degli altri partiti politici. Questa proposta è stata altresì sottomessa a tutti i Consigli Regionali, ma anche lì non ha raccolto molto consenso, né ha destato l’attenzione dei media.
Sia in Europa che in Italia
vi è un certo
numero di siti Web che toccano le questioni dell’antisemitismo da una
prospettiva storica, con una particolare attenzione alle leggi razziali in
Italia e alle loro conseguenze. Vi sono anche siti Web creati allo scopo
precipuo di contrastare l’ondata di malintesi e di reazione agli attacchi
sui media contro Israele, talora con un certo spirito partigiano, ma nell’insieme
imparziali nel giudizio. Un esempio di tale website è http://www.informazionecorretta.com/ che
fornisce una vasta gamma di fonti. Un altro interessante sito che merita
ricordare è il sito del sindacato confederato della UIL287 che a partire
dal 23 maggio 2002 presenta un documento redatto dal dipartimento educativo
del segretariato nazionale del sindacato intitolato “Scuole e prevenzione
dell’antisemitismo.”
5. Reazioni d a parte dei politici
e di altri opinion leader
Un appello dello scrittore israeliano
Abraham Yehoshua mirante a definire chiaramente il confine tra Israele e
Palestina, e quindi ad incoraggiare il ritiro unilaterale di Israele, è stato
firmato da illustri scrittori italiani di tutto il panorama politico.288 Leader
politici hanno condannato il tono antisemita delle manifestazioni volte a
promuovere la pace o i diritti dei palestinesi. 289
L’Imam della comunità islamica italiana Abdul Hadi Palazzi mantiene i contatti con la Comunità Ebraica Italiana e auspica messaggi di moderazione e persino di amicizia nei confronti di Israele. 290
15 aprile: alcuni politici di entrambi i partiti di governo e dell’opposizione hanno auspicato a Roma l’istituzione di una “Giornata di Israele”; il direttore del quotidiano filogovernativo “Il Foglio” si è fatto promotore dell’evento. Circa 3000 persone hanno marciato nel centro della capitale portando bandiere israeliane. I partecipanti includevano militanti di una vasta gamma dei partiti politici, che agivano per loro conto e a prescindere dalle loro affiliazioni politiche.
25 aprile: durante le manifestazioni per la giornata della Liberazione a Milano, cui hanno preso parte circa 200mila persone, il segretario generale della principale organizzazione sindacale italiana, Sergio Cofferati, ha insistito sulla necessità di “combattere ogni revisionismo storico.”291
Nel settembre 2002 Gianfranco Fini, vice Primo Ministro e leader di Alleanza Nazionale, l’ex partito fascista, in una intervista al quotidiano israeliano “Haaretz” concessa durante la sua visita in Israele si è scusato per le leggi razziali antiebraiche italiane. Egli ha detto di volersi assumere la responsabilità storica dei crimini del Fascismo e di voler chiedere perdono al popolo ebreo.292
Note:
252) Jewish News Worldwide, list server, "Anti-Jewish Incidents
in France Resume",
10 gennaio 2003.
253) Questo rapporto si basa sul
compendio del NFP "Cooperazione
per lo sviluppo dei paesi emergenti" (COSPE), scritto da Alberto Cavaglion
e Marcella Filippa. Le opinioni espresse nel rapporto sono responsabilità esclusiva
degli autori e non rappresentano il punto di vista ufficiale del COSPE sugli
argomenti trattati. Riferimenti bibliografici: Alberto Cavaglion, Ebrei senza
saperlo, Napoli 2002; Giorgio Israel, La questione ebraica oggi. I nostri conti
con il razzismo, Bologna 2002; Elena Loewenthal, L'Ebraismo spiegato ai miei
figli, Torino 2002; Gerald Messadie, Storia dell'antisemitismo. 2500 anni di
odio e persecuzione, Casale Monferrato 2002; numero monografico di "Limes.
Rivista italiana di geopolitica".
Guerra santa in terra santa, n. 2, 2002; Rapporto sull'antisemitismo in Italia,
a cura di Adriana Goldstaub, giugno 2002. Il rapporto è stato presentato
al Congresso nazionale dell'UCEI (Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane, 20-23
giugno 2002); Pierre-André Taguieff, La nouvelle judéophobie, Paris 2002 ; B.Z.
Goldberg, J. Shapiro, C. Bolado, Promesse, (Promises) USA, 2000, 102' (Oscar
2002 per il miglior documentario, presentato in anteprima in Italia,
in "L'Espresso",
6 giugno 2002).
254) Adriana Goldstaub (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), relazione
al Congresso dell'UCEI, Roma 23 giugno 2002.
Gli autori ringraziano Adriana
Goldstaub per le informazioni ricevute.
255) Cfr. La Commissione Europea su razzismo e intolleranza,
secondo rapporto sull'Italia, adottato il 22 giugno 2001, Strasburgo 2002.
256) Cfr. Juliane Wetzel, Rechtsextremismus in Italien zwischen
ausserparlamentarischer Opposition und politischem Establishment, in: Joachim
Born, Marion Steinbach (ed..), Geistige Brandstifter und Kollaborateure.
Schriftkulturuand Faschismus in der Romania, Dresden 1998 pp. 285-301; cfr.
inoltre Franco Ferraresi (ed.), La destra radicale, Milano 1984.
257) L'accusa di deicidio è nuovamente circolata sulla stampa nazionale, persino
su quella moderata, cfr. JTA Global News Service of the Jewish
People, 30 aprile 2002 (see http://jata.org);
cfr. inoltre New York Post, 2 maggio 2002.
258) The Coordination Forum for Countering Antisemitism, online, 14 gennaio 2002
(see http://www.antisemitism.org.ii/showArticle.asp?/ID=736).
259) The Coordination Forum for Countering Antisemitism. online, 24 gennaio
2002
( see http://www.antisemitism.org.il/showArticle.asp?ID=799 ).
260) Informazione fornita dal CDEC.
261) Cfr. Rapporto mondiale sull'antisemitismo, 1999ff.
262) La Stampa, 2 giugno 2002.
263) Cfr. Adriana Goldstaub (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), relazione al Congresso dell'UCEI, Roma 23 giugno 2002, citazioni
in "La
Stampa", "Corriere delle sera", "La
Repubblica", "L'Espresso".
264) La Repubblica online, 6 aprile 2002.
265) Informazione forntia dal CDEC.
266) ADL-online, Antisemitic incidents (see: http://www.adl.org/Anti_semitism/anti-semitism_global_incidents.asp#Italy):
The Coordination Forum for Countering Antisemitism, online, 31 marzo 2002
(see http://antisemitism.org.il/showArticle.asp?ID=118 ).
267) ANSA, 8 aprile 2002 (see http://www.ansa.it/notiziari/mae/20020408205832186479.html).
268) Informazione fornita dal CDEC.
269) L'Espresso, 25 aprile 2002 (articolo sui cattolici e l'antisemitismo
di Sandro Magister).
270) Nell'edizione del 2 aprile i l quotidiano vaticano
L'Osservatore Romano ha parlato di aggressione mutatasi in sterminio
del popolo palestinese; ha anche fatto riferimento alla cospirazione e al
sacrilegio di coloro che trattano come fosse loro una terra che appartiene
a Cristo. Cfr. Osservatore Romano, 5 aprile 2002.
271) Murray Gordon, The New Anti-Semitism in Western Europe, American Jewish
Committee, pubblicazione online, p. 3 (cfr. http://www.ajc.org/InTheMedia/Publications.asp?did=618&pid=1412).
272) La Stampa, 3 aprilel 2002; cfr. The Boston Globe, 28 aprile 2002; Israele
gli antisemiti di Gabriel Schoenfeld, giugno 2002
(see http://www.cdn-friends-icej.ca/antiholo/israel_and.html).
273) La Nazione, 2 maggio 2002.
274) Ruth E. Gruber, European Jews on high alert, Roma 18 ottobre 2002, JTA
(see http://www.cdn-friends-icej.ca/antiholo/hihalert.html).
275) Panorama, 12 aprile 2002; cfr. Murray Gordon, The New Anti-Semitism
in Western Europe, American Jewish Committee, pubblicazione online, p. 3
(see
http://www.ajc.org/InTheMedia/Publications.
asp?did=618&pid= 1412).
276) Cfr. Adriana Goldstaub (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), relazione
al Congresso dell'UCEI, Roma 23 giugno 2002
277) Nel novembre 2001 Haaretz ha accusato le tifoserie calcistiche italiane
di essere le più antisemite d'Europa, La Repubblica online,
4 novembre 2001; cfr. inoltre Expressonline, 5 settembre 2001. In generale
cfr. EITMC, Razismo, calcio e Internet, Vienna 2002.
278) Cfr. il Manifesto, 2 aprile 2002.
279) Ibid; ricerca sul relativo sito web.
280) Questa parola viene tradizionalmente applicata all'organo decisionale
supremo della mafia.
281) Ricerca sul relativo sito web.
282) La Stampa online, forum del 20-29 giugno 2002; cfr. inoltre L'Espressonline,
29 luglio 2002: l'autore si chiede per quale motivo La Stampa abbia accettato
di pubblicare articolo propagandistici così pieni di odio contro gli
ebrei.
283) Per quanto riguarda il 2001, un sondaggio condotto dal Corriere della
sera nel gennaio 2002 rivela un forte incremento dell'odio antiebraico rispetto
alle rilevazioni del 2000. Secondo il sondaggio il 23% degli interpellati
ritiene che "gli ebrei non sono graditi e non ispirano fiducia" (valore
del 2000: 14%). Il 75% degli Italiani ritengono che le opinioni, la mentalità
e lo stile di vita degli ebrei sinao differenti da quelli del resto della
popolazione (valore del 2000: 50%), The Coordination Forum for Countering
Anti-Semitism, online (cfr. http://www.antisemitism.org.il/showArticle.asp?ID=799);
cfr. inoltre Murray Gordon, The New Anti-Semitism in Western Europe, American
Jewish Committee, pubblicazione online, p. 8
(cfr. http://www.ajc.org/InTheMedia/Publications.asp?did=618&pid=1412).
284) L'autore dell'inchiesta e il direttore dell'organizzazione sopra menzionata
hanno gentilmente concesso all'NFP Italia di utilizzarla; cfr. "Gli
ebrei? Non sono dei veri Italiani", http://moise.sefarad.org/belsef.php/id/369/.
285) Si vedano i commenti nel Chicago Tribune online, 7 aprile 2002
(http://www.chicagotribune.com/news/showcase/chi-020407maelstrom1.story).
286) Inchiesta dell'ADL "European Attitudes Toward Jews", ottobre
2002,
http://www.adl.org/anti_semitism/EuropeanAttitudesPoll-10-02.pdf.
287) www.uil.it/uilscuola.
288) Ebrei-palestinesi: creare un confine, in La Stampa, 31 maggio 2002.
289) Gli ebrei d'Europa tremano mente gli attacci antisemiti aumentano, AP
4 maggio 2002
(cfr. http://group.yaboo.com/Rroup/balkanhr/message/3961)
290) World Jewish Congress, documento politico n. 83, settembre 2002
(cfr: http://www.worldjewishcongress.org/OLD/dispatches/dispatch_083.html)
[traduzione italiana in http://amislam.com/europa.htm].
291) La Repubblica online, 25 aprile 2002.
292) La Repubblica online, 13 settembre 2002;
cfr. inoltre http://www.antisemitism.org.il/showArticle.asp?ID=2874.
Traduzione di Anna Bissanti (testo) e Abdul Hadi Palazzi (note)